LETTERE VINCITRICI FINO AL 2006

GIULIA ALBERICO

Ora che è passato tanto tempo penso a volte che potrei cercarti. Rivederti sarebbe indolore.

Ma, mentre sto per comporre il tuo numero di telefono o per mettere mano ad una lettera, qualcosa mi trattiene. Forse un dubbio, esile, leggero. Il dubbio che io non sia, dopo tutto, davvero arrivata al tempo della dimenticanza.

Eppure faccio fatica, quando ti penso, a rintracciare i lineamenti del tuo viso. Mi pare in certi momenti – poco più che un lampo – d’aver chiaro il tuo volto, ma poi sfuma e allora mi concentro su altro da te: le mani, un gesto, il timbro della voce. Ma anche queste sono echi.

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